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La filosofia politica di Hannah Arendt

1. Introduzione
2. Totalitarismo e Rivoluzione
2.1. Il totalitarismo
2.1.1 Nazionalismo
2.1.2 Imperialismo
2.1.3 La nuova tipologia di partito
2.1.4 Il ruolo delle organizzazioni segrete
2.1.5 Il movimento
2.1.6 Il totalitarismo
2.1.7 l'Apocalisse
2.1.8 Conclusione
2.2 La rivoluzione
3. La Politica
4. La politica, la teoria di campo e la comunicazione
5. Riassunto
6. Bibliografia
 

2.1.6. Il totalitarismo

Il totalitarismo è il nome dell'ultimo capitolo delle "Origini del totalitarismo", pag. 703 e sgg. Il movimento raggiunge il culmine con i campi di concentramento nazisti e i loro effetti sull'esterno.  La società completamente totalitarizzata rappresenta il Punto Zero della politica. Le principali caratteristiche del regime totalitario sono: la distruzione della sfera privata e di quella politica e lo sterminio di massa perpetuo; la sua [del movimento] essenza è il terrore. Nessuno che viva in una società totalitarizzata può ritenersi sicuro dai campi di concentramento. Ogni conversazione privata, ogni relazione privata viene avvelenata dal sospetto e dalla paura della denuncia. La spontaneità delle relazioni interpersonali viene così annullata. Più pericolose ancora delle opinioni espresse privatamente sono le espressioni di opinione pubbliche o azioni politiche. Entrambe vengono messe a tacere, decretando la fine della politica, che si basa sul libero scambio di opinioni.

Lo sterminio di massa perpetuo è un altro livello di estrema virulenza totalitaria. La denuncia e il divieto di esprimersi pubblicamente esistono anche in altri tipi di regimi, ma solo la minaccia del campo di concentramento depone il seme della paura della morte nei cuori. Solo il terrore totale può costringere tutti all'obbedienza totale. L'essenza del regime totalitario è un costante sterminio:(1):

Se la legge del movimento dovesse essere tradotta in termini giuridici, la sua sola prescrizione sarebbe: devi uccidere!


Il massacro non può e non deve fermarsi, poiché la paura da esso generata è il principale strumento di potere del regime. Il terrore non si placa, quindi, una volta eliminata l'opposizione, ma ne viene, al contrario, rinvigorito(2):

Il terrore smette di essere un mezzo di distruzione dell'opposizione e di controllo sulla popolazione quando l'opposizione è liquidata e la popolazione è organizzata in modo tale che da non poter più reagire, rendendo qualsiasi controllo quasi inutile. Solo quando si raggiunge questo stadio si può parlare di vero totalitarismo, la cui vera essenza è il terrore.

Il totalitarismo è dunque terroristico nel vero senso della parola. Ne consegue che il razzismo e l'antisemitismo valgono quanto qualunque altra dottrina, finché servono a mantenere in vita il dogma secondo cui determinati gruppi di popolazione devono essere spazzati via.

Nota:

I rinvii sono riferiti alle edizioni tedesche.

1) Origini, pag. 708

2) Origini, pag. 651 e seg. vedi anche pag. 29.



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aggiornato: 29.06.2006