Achim Wagenknecht [homepage] [e-mail]

La filosofia politica di Hannah Arendt

1. Introduzione
2. Totalitarismo e Rivoluzione
2.1. Il totalitarismo
2.2 La rivoluzione
2.2.1 Rivoluzione e pensiero processuale
2.2.2 I Consigli
2.2.3 Riassunto
3. La Politica
4. La politica, la teoria di campo e la comunicazione
5. Riassunto
6. Bibliografia 

2.2.3 Riassunto

Le rivoluzioni sono, secondo la Arendt, fenomeni moderni che comportano due aspetti significativi per la politica: l'aspetto dell'inevitabilità e quello dei consigli.

Gli eventi rivoluzionari sono avvertiti dai protagonisti come eventi inevitabili, proprio come le catastrofi naturali.

Da questa sensazione deriva la teoria, chiamata dalla Arendt pensiero processuale secondo cui la storia si sviluppa secondo un determinato modello. Coloro che conoscono tale modello legittimato con la teoria la loro esigenza di condotta attraverso una meditata introspezione. La vera politica ne è stracolma. Quelli che la sfuggono sono liquidati in nome della Necessità.

A questo aspetto negativo delle rivoluzioni si contrappone un aspetto positivo che è quello dei consigli. I consigli sono organi popolari spontaneamente costituiti (1), in cui si realizza secondo la Arendt l'essenza dell'azione, ovvero la politica. I consigli danno a chiunque accesso al vasto ambito della politica, e possono costituire per intero il sistema governativo di un Paese quando sono organizzati secondo una struttura piramidale che progredisce dal basso. La Arendt lamenta il fatto che i consigli non abbiano avuto, nel corso della Storia, possibilità di stabilirsi, e si rifà a Thomas Jefferson, il quale volle incorporare il sistema conciliare nell'organizzazione statunitense (2)

  1. Sulla Rivoluzione, pag. 320

  2. Ibidem, pag. 325

capitolo successivo

i diritti d'autore: Enrico Gori
http://achimwagenknecht.de
aggiornato: 29.06.2006